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Dopo la decisione del FOMC di ieri, l’oro torna a fare i conti con la realtà geopolitica in Medio Oriente

  • 30 lug
  • Tempo di lettura: 1 min

Il prezzo dell’oro, dopo il ripiegamento di ieri sera, ha nuovamente provato a rimbalzare nelle prime contrattazioni asiatiche toccando i 4.100 dollari. Tuttavia, a seguire, il prezzo ha nuovamente ripiegato verso i $ 4.050.

Infatti, cessata la positiva onda lunga dei tassi statunitensi lasciati intatti ieri dal FOMC, sono tornate ad incombere le parole di vendetta proferite da Trump contro l’Iran che ha promesso una “dura” risposta in ritorsione ai missili balistici lanciati da Teheran contro una base aerea e un centro di comando statunitensi in Giordania.

Pertanto, in un contesto di continue tensioni in Medio Oriente, i prezzi del petrolio riprendono a salire inducendo le banche centrali a mantenere i tassi di interesse elevati per più tempo, pesando sull'attrattiva dell'oro che patisce la forza del dollaro e dei rendimenti dei titoli di stato statunitensi.


Analisi tecnica

L’oro continua a scambiare al di sotto della SMA a 20 giorni a $ 4.068 nel grafico giornaliero.

Inoltre, anche l’RSI a 46 rimane al di sotto del livello neutro mostrando che ogni tentativo di recupero manca di slancio in un contesto di trend ancora negativo nel breve termine. Allo stesso modo anche l’ADX a 28,95 evidenzia l’attenuazione di ogni spinta rialzista.

Pertanto, la solita soglia dei 4.000 dollari rappresenta il primo supporto, mentre la citata SMA 20 rappresenta la resistenza immediata, seguita dalla soglia dei 4.100 dollari. #gold #oro #lingotto

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