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L’oro è sprofondato fin quasi a $ 4.500

  • 30 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

Ieri, nel giorno delle decisioni della Fed, che ha mantenuto fermi i tassi di interesse come ampiamente previsto, l’oro ha vissuto una giornata estremamente negativa.

L’incremento dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi ha esercitato pressione sull’oro facendolo crollare fino ad un minimo di $ 4.509.

Il tentato rimbalzo successivo verso i $ 4.550 e quello odierno fino a $ 4.582, peraltro in via di esaurimento, attestano ulteriormente l’attuale fase di debolezza del metallo prezioso.

Ai soliti temi mediorientali, che continuano a provocare l’aumento dei prezzi del petrolio e l’impennata dell’inflazione, ieri si sono aggiunte le fosche prospettive sul futuro della politica monetaria della Fed.

In seno alla Banca Centrale si sono evidenziate profonde divisioni nella guidance monetaria, come non accadeva dal 1992, e la volontà del presidente uscente Powell di rimanere in carica come governatore finché le pressioni politiche nei suoi confronti e in quelli Banca non si saranno attenuate e comunque fino alla definitiva archiviazione dell'indagine penale personale nei suoi confronti.

A questo punto, tra inflazione in costante aumento e problematiche interne, appare molto difficile che la Fed possa tagliare i tassi di interesse, anche una sola volta, nel 2026. Questo penalizza l’oro a vantaggio del dollaro e dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi, come ieri si è ampiamente palesato.

Peraltro, a complicare ulteriormente ogni possibile tentativo di allentamento della Banca Centrale, sono intervenuti i buoni dati pubblicati ieri negli Stati Uniti che attestano un’economia ancora sufficiente resiliente.

Gli ordini di beni durevoli core sono aumentati del 3,3%, rispetto all'1,6% precedente e ben al di sopra dello 0,6% previsto, e anche gli ordini complessivi di beni sono migliorati, passando da un calo annuo dell'1,2% a un aumento dello 0,8%, al di sopra delle previsioni dello 0,5%.


Analisi tecnica

L’oro è sceso ieri al minimo di un mese, con il rischio che ulteriori ribassi siano ancora dietro l’angolo poiché l’RSI, attualmente a 37 nel grafico giornaliero, avvicinandosi ad una situazione di ipervenduto, supporta un Momentum ribassista.

Una discesa al di sotto dei $ 4.500 esporrebbe l’oro al supporto offerto dal minimo del 31 marzo di $ 4.482 dollari, seguito dal minimo del 26 marzo a di $ 4.351 dollari.

Diversamente, la ripresa della soglia dei $ 4.600 potrebbe riequilibrare l’attuale tendenza negativa dell’oro. #gold #oro #lingotto

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