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L’oro estende la profonda correzione di venerdì

  • Immagine del redattore: AUREA OPERATORE ORO
    AUREA OPERATORE ORO
  • 2 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

Il prezzo dell’oro, dopo aver già perso il 9% venerdì scorso, continua a correggere, segnando un minimo intraday di € 4.584,53.

La perdita odierna di attesta attualmente oltre il 5,4%.

La situazione dell’argento è ancora più drammatica: dopo il calo di oltre il 26% di venerdì, perde oggi quasi il 7%, precipitando sotto gli 70 dollari per oncia.

I metalli preziosi hanno iniziato a scendere in maniera molto accentuata dopo che Trump ha comunicato venerdì pomeriggio la sua scelta alla presidenza della Fed, individuando il falco Kevin Warsh e ravvivando le aspettative di una Fed più aggressiva.

Ugualmente, i dati statunitensi, che hanno mostrato un'elevata inflazione alla produzione, ancora lontana dal 2% e aumentata rispetto alle stime di consenso, probabilmente a causa dei dazi all’importazione, hanno giustificato la decisione della Fed di mantenere invariati i tassi di interesse e hanno ridotto le possibilità di ulteriori interventi di allentamento della Banca Centrale durante l’anno, come in precedenza sperato.

Questa serie di circostanze ha aperto la strada ad ampie prese di beneficio e sta, in qualche modo, “ripulendo” il prezzo dell’oro e dell’argento da quella componente più speculativa che era entrata in ballo durante la fase rialzista di breve termine, alimentando un insostenibile rally ed una bolla destinata a scoppiare.

Resta da vedere quanto tale componente avesse inciso sul rialzo da inizio 2026 e a quale prezzo i metalli preziosi potranno trovare un effettivo supporto per fermare l’attuale emorragia ribassista.

In questa settimana, gli Stati Uniti presenteranno una serie di dati relativi al mercato del lavoro e gli indici PMI ISM per il settore manifatturiero e dei servizi di gennaio, che potranno intervenire limitando la posizione ribassista dell’oro o esacerbandone il calo.


Analisi tecnica

L’oro è crollato a partire dai $ 5.600 di giovedì mattina fin sotto i $ 4.600 attuali.

A partire da venerdì, sono stati oltrepassati al ribasso tutti i livelli di supporto chiave come i 5.000, i 4.850 e i 4.700 dollari.

Lo slancio rialzista si è del tutto dissolto, come mostrato dall’RSI che è diventato neutro nel grafico giornaliero e neutro/negativo nei grafici orari.

Tuttavia, il trend rialzista di medio-lungo termine rimane intatto, a meno che l’oro non scenda anche al di sotto del massimo del 26 dicembre di $ 4.549 dollari, quando rimarrebbe come ultima difesa solo la SMA a 50 giorni a 4.468,57 dollari. #gold #oro #lingotto

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