top of page

L’oro ripiomba sotto 4.050 dollari

  • 23 lug
  • Tempo di lettura: 1 min

L’illusione del recupero dura solo quattro giorni consecutivi e l’oro ripiomba nuovamente sotto 4.050 dollari, spinto indietro dalla rinnovata forza del dollaro e dei rendimenti dei titoli di stato statunitensi, che hanno fatto segnare il livello più alto dal gennaio 2025.

La guerra in atto da dodici giorni tra USA e Iran, con il fronte che si è allargato anche al Mar Rosso, ha fatto salire il prezzo del petrolio brent oltre i 100 dollari al barile, creando gravi preoccupazioni per la crescita dell’inflazione globale.

Sebbene la BCE oggi abbia mantenuto i tassi fermi, e questo si prevede anche per la Fed la prossima settimana, la nuova accelerazione dei costi energetici rischia, nel migliore dei casi, di indurre le banche centrali a lasciare i propri tassi fermi per un lungo periodo di tempo o, peggio, a ritoccarli al rialzo.

Tale possibilità, così come sostiene il dollaro e i rendimenti dei titoli di stato statunitensi, danneggia palesemente l’oro che rischia nuovamente di scendere verso il supporto, che finora ha retto, intorno ai 3.900 dollari.


Analisi tecnica

L’oro mantiene una tendenza ribassista nel breve termine poiché ha perso il supporto della SMA a 20 giorni a 4.062 dollari nel grafico giornaliero, con il rischio di sfondare anche il supporto critico dei 4.000 dollari. La cui rottura al ribasso riaprirebbe la strada verso una correzione più profonda.

D’altronde, anche l’RSI è sceso a 44 mostrando un peggioramento del momentum.

La resistenza iniziale, nel caso di una ripresa rialzista, é tornata ad essere quella dei 4.100 dollari, seguita dal livello orizzontale di 4.200 dollari e dalla SMA a 50 giorni a 4.263 dollari. #gold #oro #lingotto

Commenti


bottom of page