L’oro rivede momentaneamente i 4.100 dollari
- 1 lug
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Il prezzo dell’oro, dopo aver toccato ieri un nuovo minimo annuale di $ 3.941, é rimbalzato oggi oltre i $ 4.100. Per poi ripiegare verso $ 4.070.
Il merito di tale performance è da attribuire ai dati ADP e ISM PMI statunitensi risultati inferiori alle attese. Nonché alle parole del neo presidente della Fed, Warsh, al forum della BCE a Sintra, che sono apparse abbastanza accomodanti.
Nello specifico, l'indice ADP ha segnato a giugno un aumento di 98.000 posti di lavoro nel settore privato, inferiore alle attese di 113.000 e in calo ai 122.000 posti registrati a maggio.
Inoltre, l'indice ISM PMI manifatturiero è sceso a giugno a 53,3 da 54,0 di maggio, al di sotto del 54,0 previsto.
La coincidenza dei dati negativi statunitensi e delle parole di Warsh hanno frenato la corsa del dollaro e ridato fiato all’oro che, per il momento, ha potuto lasciarsi alle spalle l’importante soglia psicologica e strutturale dei 4.000 dollari.
Tuttavia, le aspettative di una politica monetaria restrittiva da parte della Fed e delle altre banche centrali limitano il rialzo dell’oro e il rischio di ripiombare nuovamente sotto i $ 4.000 rimane sempre incombente. Anche alla luce dei difficili progressi verso un accordo di pace definitivo tra Stati Uniti e Iran.
Analisi tecnica
Nonostante il potente rimbalzo odierno, l’oro continua a mantenere un tono ribassista nel breve termine. Giacché sia l’RSI a 38 che il MACD negativo mostrano entrambi una debole spinta al rialzo, palesando la possibilità che ogni rimbalzo sia poi seguito da una rinnovata pressione di vendita piuttosto che segnare un'inversione di tendenza del generale trend ribassista ormai prevalente e consolidato da mesi.
Pertanto, la mancata difesa della soglia dei $ 4.000 comporta ancora il rischio di un crollo verso i 3.900 dollari, seguiti dai 3.800 dollari.




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