2025: anno d’oro, ma soprattutto d’argento
- AUREA OPERATORE ORO

- 20 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Il 2025 sarà ricordato come un anno d’oro, ma soprattutto come l’anno dell’argento.
Rimangono ormai pochissimi giorni di contrattazione prima della chiusura dell’anno, ma sono già palesi importanti e positivi verdetti per tutti i metalli preziosi.
Il prezzo dell’oro, nonostante la ripresa del dollaro e dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi, ha chiuso la settimana con una crescita dello 0,90%, che spinge la crescita annua a quasi il 65%, sostenuta dalle aspettative di almeno due nuovi tagli dei tassi di interesse della Fed nel 2026. Tali aspettative originano soprattutto dal deterioramento del mercato del lavoro e dal miglioramento del quadro inflattivo statunitense.
Infatti, i dati giunti in settimana dagli Stati Uniti hanno mostrato un incremento del tasso di disoccupazione, un rallentamento dell’inflazione legata ai prezzi al consumo (dato però da prendere con le molle a causa di una possibile distorsione provocata dal lungo shutdown governativo) e un peggioramento del PMI produttivo e dei servizi.
Il risultato più positivo di tutti giunge però dall’argento, che ha segnato ieri il record storico di 67,45 dollari per oncia, portando la crescita annua ad uno stratosferico 127%.
Il merito di una simile performance risiede soprattutto nel fortissimo incremento della domanda degli investitori privati e nella conseguente scarsità dell’offerta.
Ma cosa ha spinto tanti piccoli investitori, e addirittura risparmiatori, a provare la via dell’argento? Per i meno avvezzi al trading, l’abbordabilitá del prezzo rispetto a quello dell’oro, visto come forma di ripiego per entrare nel grande gioco dei metalli preziosi di cui tutti parlano. Per gli esperti, il gold/silver ratio, ovvero l’indicatore finanziario che indica quante once d’argento occorrono per comprare un’oncia d’oro o, più semplicemente, il rapporto tra il prezzo dell’oro e quello dell’argento.
Tale indicatore è normalmente compreso, in una media di lungo periodo, tra 50 e 60. Valori sopra 80 sono considerati molto alti ed indicano che l’argento sottoperforma molto rispetto all’oro che si trova in condizioni di crescita organica o, al contrario, laddove la crescita dell’oro fosse meramente speculativa, quest’ultimo sovraperforma molto rispetto all’argento. Valori sotto 40 sono considerati molto bassi ed indicano l’esatto contrario di quelli molto alti.
Orbene, nel corso del 2025, partendo da un valore già molto alto intorno a 90, il gold/silver ratio è schizzato tra 100 e 105 tra aprile e giugno, riportandosi poi però, con un picco quasi verticale, al valore di partenza.
A seguire, é iniziata una progressiva ma ripida discesa fino al valore di 80-85, stabilizzatosi tra settembre e novembre, e poi, il letterale crollo da novembre ad oggi, fino all’attuale valore di 64,557.
Da un punto di vista pratico e tecnico, tutto questo giustifica la corsa all’argento registrata nel secondo semestre dell’anno e quanto ulteriore margine possa esserci, nel confronto tra oro e argento, affinché l’uno o l’altro o entrambi all’unisono possano continuare a crescere nel breve quanto nel medio termine.
Infine, per completare i festeggiamenti dei metalli preziosi, va fatta notare anche la performance del platino, che giovedì ha segnato il massimo degli ultimi diciassette anni e una performance annua di quasi il 120%, e quella del palladio al massimo degli ultimi tre anni, con un + 90,64% annuo. #gold #oro #lingotto




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