Il presidente statunitense smentisce se stesso e affossa l’oro
- 2 apr
- Tempo di lettura: 2 min
Il presidente Trump, dopo aver affermato ieri di non volere un escalation della guerra in Iran, oggi ha smentito se stesso parlando alla nazione, provocando un apprezzamento del dollaro, una nuova impennata dei prezzi del petrolio ed ha affossato nuovamente l’oro che era sceso fino ad un minimo di $ 4.553, risalendo poi sopra quota $ 4.650.
Il presidente Trump ha affermato che la guerra contro l'Iran durerà dalle due alle tre settimane, smorzando ogni speranza di una rapida risoluzione del conflitto.
Inoltre, ha avvertito che potrebbero essere prese di mira le infrastrutture energetiche e petrolifere iraniane riportando il paese all’età della pietra.
Un simile contesto non lascia intravedere nulla di buono per quanto concerne l’andamento dei prezzi delle materie prime energetiche e, per converso, di tutti gli altri beni, impedendo alle Banche Centrali di allentare la loro politica economica. Nello specifico questo determina un apprezzamento del dollaro ed un incremento dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi, mettendo sotto pressione l’oro che non stacca cedole.
Domani, una ulteriore indicazione circa le future scelte di politica monetaria della Fed potrà arrivare dai dati NFP di marzo relativi al mercato del lavoro statunitense, attesi in miglioramento a 60.000 unità, rispetto al precedente calo di 92.000 unità registrato a febbraio. Mentre il tasso di disoccupazione è previsto al 4,4%, invariato rispetto al mese precedente.
Analisi tecnica
L’oro ha interrotto la sua precedente fase rialzista di breve termine, entrando nel grafico giornaliero in una fase di consolidamento compresa in un range limitato superiormente dalla SMA a 20 giorni a $ 4.781 dollari e inferiormente dalla SMA a 100 giorni a $ 4.632.
Inoltre, anche il momentum ha virato al ribasso, poiché l’RSI é sceso nuovamente sotto la mediana, a 45.




Commenti