Il prezzo dell’oro continua a barcamenarsi vicino ai 4.400 dollari
Il prezzo dell’oro, dopo essere rimasto sempre sopra i $ 4.400 per l’intera giornata di ieri, oggi è tornato nuovamente al di sotto di tale soglia poiché l'aumento dei prezzi del petrolio determinato dalla situazione di stallo tra Stati Uniti e Iran mantiene vivi i rischi di inflazione e le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Fed.
In tale contesto, il dollaro sta consolidando il rimbalzo registrato durante la notte, dopo aver toccato il minimo degli ultimi due mesi, e l’oro ritorna sotto pressione.
I mercati non vivono sereni in mezzo all’alternarsi di notizie che, alla fine, sanciscono che la crisi mediorientale è ben lontana dall’avere un termine.
Con la chiusura dello Stretto di Hormuz, a cui si somma quella dello Stretto di Bab al-Mandeb nel Mar Rosso, una delle rotte commerciali più importanti al mondo, che continua ad alimentare preoccupazioni sull'approvvigionamento energetico, spingendo i prezzi del petrolio ai massimi delle ultime due settimane, aumentando le possibilità che la Fed possa aumentare i tassi d’interesse una volta entro la fine dell'anno.
Analisi tecnica
Il prezzo dell’oro continua a barcamenarsi vicino ai 4.400 dollari senza riuscire, in concreto, a lasciarsi alle spalle tale barriera che, al momento appare insormontabile.
Tuttavia, gli indicatori di momentum rimangono ancora positivi, con l’RSI a 63,43 e l'indicatore MACD a 76,25 nel grafico giornaliero, che mostrano una spinta rialzista ancora presente, seppur in forma attenuata, con una tendenza verso il consolidamento.
Pertanto, solo il superamento del massimo della scorsa settimana a 4.449,73 dollari, potrebbe riaccendere la scintilla rialzista, seguito dalla SMA 200 a 4.493 dollari.




Commenti