L’oro ha chiuso la settimana in rosso
- 2 ore fa
- Tempo di lettura: 1 min
L’oro ha chiuso con una perdita superiore all’1% l’ultimo giorno di contrattazioni di una settimana in cui ha perso oltre il 3%.
Il dollaro ha progressivamente messo l’oro all’angolo acquisendo crescenti flussi di rifugio nel contesto del conflitto in corso in Medio Oriente, a causa delle preoccupazioni per una possibile ripresa dell'inflazione innescata dalle quotazioni del petrolio in arrestabile crescita, con prezzi alla pompa dei carburanti cresciuti già del 20%.
Cosicché, mentre l’oro è sceso vicino ai $ 5.000, il dollaro è salito, misurato dall’index, oltre quota 100, trascinando con sé anche il rendimento dei titoli di stato statunitensi a 10 anni, salito al 4,28%.
Tuttavia, i dati sul PIL statunitense hanno mostrato un rallentamento nella seconda metà del 2025, con il quarto trimestre sceso su base annua allo 0,7% dal precedente 1,4%.
Inoltre, l'indice dei prezzi PCE core di gennaio, l'indicatore di inflazione preferito dalla Fed, è rimasto invariato al 3,1% su base annua rispetto al dato precedente, mentre il dato principale è addirittura diminuito su base annua al 2,8% rispetto al precedente 2,9%.
Un tale contesto riporterebbe verso uno scenario di stagflazione, con la guerra in Iran che potrebbe causare uno shock di offerta duraturo facendo aumentare l’inflazione e provocando un rallentamento della crescita economica.




Commenti