L’oro precipita sotto i $ 4.500
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L’oro archivia un’altra pessima giornata di contrattazioni, l’ottava consecutiva di perdite, segnata da un calo di circa il 3,5% e una settimana ancora peggiore con un tracollo del 10,24%.
Le prospettive di non avere alcun taglio dei tassi d’interesse quest’anno ad opera della Fed e delle più importanti Banche Centrali, se non addirittura il rischio di nuovi aumenti, hanno colpito l’oro duramente portando i prezzi sotto i $ 4.500.
L’escalation del conflitto in Iran, con il probabile dispiegamento di più truppe militari statunitensi, sta provocando un allargamento all’intera area mediorientale a causa delle ritorsioni di quest’ultimo che stanno interessando tutti i paesi del Golfo Persico.
L’immediata conseguenza della destabilizzazione dell’intera area è stata l’impennata dei prezzi del petrolio e dell’inflazione, che sta assumendo contorni preoccupanti e incontrollabili.
In questo contesto, il dollaro e i rendimenti dei titoli di stato statunitensi la stanno facendo da padrone. Con questi ultimi che sono cresciuti solo ieri del 3,18%, rappresentando adesso il bene rifugio prediletto dagli investitori.




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