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L’oro riconquista quota 4.700 dollari

  • 19 ore fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Le concrete possibilità di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran, che esercitano pressione sul petrolio, sul dollaro e sui rendimenti dei titoli di Stato statunitensi hanno consentito all’oro di raggiungere un massimo intraday di $ 4.723. Sebbene nel prosieguo delle contrattazioni il prezzo dell’oro sia poi sceso in prossimità dei $ 4.680, rimane l’ottima performance giornaliera che fa il pari con quella dell’argento che é in crescita di oltre il 5,6%.

Notizie di stampa hanno riportato che i due contendenti si stiano avvicinando ad un memorandum d'intesa che includerebbe la sospensione dell'arricchimento dell'uranio da parte dell'Iran e la revoca delle sanzioni, nonché lo sblocco degli asset iraniani congelati, da parte degli USA. Inoltre, si porrebbe anche fine al blocco dello Stretto di Hormuz.

Queste indiscrezioni sono state sufficienti per far calare il prezzo del petrolio, attenuando i timori di inflazione e riaccendendo le prospettive di un taglio dei tassi di interesse da parte della Fed, che sta contribuendo al rimbalzo dell'oro dopo la prolungata fase ribassista iniziata con la guerra in Medio Oriente.


Analisi tecnica

Sul fronte tecnico, l’oro è tornato rialzista nel breve termine, come mostrato nel grafico a quattro ore. In esso, l’RSI è salito a 62, dopo aver attinto valori molto più alti avvicinandosi alla zona di ipercomprato.

Pertanto, il Momentum è diventato positivo nel breve termine ed evidentemente la resistenza importante da abbattere é proprio quella dei $ 4.700, seguita dai $ 4.800.

Una correzione ribassista incontrerebbe come primo supporto i $ 4.650, seguito da quello più critico dei $ 4.600. #gold #oro #lingotto

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