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L’oro vacilla, ma poi si riprende

  • Immagine del redattore: AUREA OPERATORE ORO
    AUREA OPERATORE ORO
  • 17 lug
  • Tempo di lettura: 2 min

L’oro ha vacillato dopo la pubblicazione di alcuni positivi dati statunitensi, segnando un minimo intraday di $ 3.309,86. Di pari passo é cresciuto il dollaro che ha esercitato una ulteriore pressione ribassista sull’oro.

Successivamente il metallo prezioso si è reincanalato nel suo solito intervallo familiare, rimanendo poco al di sotto dei $ 3.340.

I dati di giugno sulle vendite al dettaglio statunitensi hanno superato le stime crescendo dello 0,6%, molto oltre lo 0,1% previsto e il -0,9% di maggio. Con il dato core, che esclude le componenti volatili, che è cresciuto dello 0,5% dopo il precedente aumento dello 0,2% a maggio, indicando una maggiore spesa al consumo che rappresenta la più importante voce a sostegno del PIL negli Stati Uniti.

Inoltre, anche le richieste di sussidi di disoccupazione settimanali negli Stati Uniti sono risultate inferiori alle attese e al dato precedente, confermando una certa resilienza del mercato del lavoro.

Entrambe le tipologie di dati supportano la politica attendista della Fed che potrà, pertanto, ancora temporeggiare prima di procedere al primo taglio dei tassi dell’anno.

Tempi più lunghi per un allentamento monetario non giovano all’oro e concorrono a sostenere il dollaro e i titoli di stato statunitensi.


Analisi tecnica

Il prezzo dell’oro continua a consolidarsi tra il supporto dei $ 3.300 e il ritracciamento di Fibonacci del 23,6% del minimo di aprile di $ 3.371.

Anche l’RSI a 14 giorni in area neutrale a 51,086 riflette tale circostanza.

Dopo la discesa e la ripresa odierna, la SMA a 50 giorni di $ 3.324 funge adesso da supporto critico, seguito dai $ 3.300 e dalla SMA a 100 giorni di 3.222. Mentre i $ 3.371 rappresentano la resistenza da abbattere per tornare a salire verso la zona dei $ 3.400. #gold #Oro #lingotto

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