I metalli preziosi continuano a correre grazie ai deboli dati statunitensi
- AUREA OPERATORE ORO

- 6 gen
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L'oro si è avvicinato ai 4.500 dollari per oncia e l'argento ha superato gli 81 dollari per oncia, poiché l'incertezza macroeconomica, le tensioni politiche tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, i disordini in Iran e la prolungata guerra tra Russia e Ucraina, ma soprattutto il rischio geopolitico in Venezuela dopo l'arresto di Maduro da parte degli Stati Uniti, hanno alimentato la domanda di beni rifugio, con particolare riguardo verso i metalli preziosi, che probabilmente persisterà fino a quando la situazione in Venezuela non si stabilizzerà o non emergerà chiarezza politica.
Gli acquisti delle banche centrali e le aspettative di una politica monetaria della Fed più accomodante stanno sostenendo l'oro. In particolare dopo la pubblicazione odierna dell'indice statunitense PMI globale di S&P che ha mostrato servizi in calo dal 54,1 al 52,5, e di quello composito risultato in calo da 54,2 a 52,7.
L'argento, invece, beneficia sia della domanda industriale, legata all'elettrificazione e all'energia solare, che del fascino dei beni rifugio.
Analisi tecnica
Il superamento ieri della SMA a 100 ore posta a $ 4.445 ha rappresentato un fondamentale di crescita che si è accompagnato ad un RSI che si attestato sopra i 70, supportando un solido momentum rialzista e spingendo l’oro verso la riconquista delle soglia psicologica dei $ 4.500. La cui rottura netta potrà pilotare il prezzo dell’oro verso il record storico di $ 4.549.




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