Il prezzo dell’oro corre oltre i 4.300 dollari
- 14 ago
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Il prezzo dell’oro, grazie alla persistente debolezza del dollaro, indotta da un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran che comporterebbe la riapertura dello Stretto di Hormuz, ieri ha messo a segno un rally che, da un minimo di $ 4.072, lo ha spinto fino a $ 4.281.
Oggi, sulla medesima scia, ha superato nella prima fase di contrattazioni asiatiche i $ 4.300, per poi ripiegare in prossimità dei valori di apertura, sopra i $ 4.260.
Il rally del metallo prezioso é stato favorito anche dai dati statunitensi già pubblicati, che precedono il rilascio degli importanti NFP di venerdì.
In particolare, il rapporto ADP sulla variazione dell'occupazione di luglio è risultato inferiore alle attese, scendendo da 98.000 a 44.000 unità, e al di sotto delle previsioni di 70.000. Mentre, l'indice PMI dei servizi dell'ISM è si migliorato da 54 a 54,1, ma al di sotto del consensus di ben 0,4 punti.
Questi dati non brillanti, che evidenziano una tensione del mercato del lavoro e dell’economia statunitense, unitamente alla de-escalation della Guerra del Golfo che sta facendo scendere il prezzo del petrolio, è un fattore positivo per l’oro, poiché l’allentamento delle pressioni inflazionistiche allontana lo spettro di un aumento dei tassi di interesse da parte della Fed nella riunione di settembre. Sebbene i mercati ancora scommettono su un possibile aumento entro fine anno.
Analisi tecnica
L’oro è tornato a correre uscendo al di fuori del livello neutrale e stabilizzandosi al di sopra della SMA a 50 giorni a $ 4.169 nel grafico giornaliero, aprendo la strada a ulteriori rialzi.
Il momentum é diventato rialzista come indicato dall'RSI a 61, che rappresenta un ulteriore elemento a favore di un cambiamento del trend nel breve termine.
La prima resistenza è rappresentata dalla soglia dei 4.300 dollari, al di sopra della quale si trova il massimo del del 17 giugno di 4.413 dollari.




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