Il prezzo dell’oro non riesce a mantenere la soglia dei 4.050 dollari
- 16 lug
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La crescita delle azioni di guerra tra Stati Uniti e Iran e i raid aerei intorno allo Stretto di Hormuz hanno fatto nuovamente salire il prezzo del petrolio e potrebbero indurre le banche centrali a mantenere i tassi elevati per un lungo periodo.
Pertanto, nonostante il positivo riscontro dell’inflazione di giugno negli Stati Uniti, che é scesa sia al consumo che alla produzione, il prezzo dell’oro ha ripreso a scendere, non riuscendo a mantenere la soglia dei $ 4.050.
Sebbene si siano ridotte le possibilità di rialzi multipli dei tassi di interesse da parte della Fed, la ripresa del trend di crescita dell’inflazione, indotto dal nuovo stato di belligeranza in medio oriente, non scongiura la possibilità che la Banca Centrale possa procedere ad almeno un incremento dei tassi d’interesse entro la fine dell’anno anno.
In un tale contesto, inevitabilmente l’oro torna a soffrire, invertendo la precedente fase di recupero, peraltro durata appena due giorni.
Analisi tecnica
L’oro mantiene un tono ribassista nel breve termine, con i prezzi che potrebbero tornare a dirigersi verso la soglia critica dei 4.000 dollari.
Anche l'RSI sul grafico giornaliero si mantiene a 40 mostrando una persistente pressione al ribasso, con l’Average Directional Index a 37 che indica che il trend ribassista rimane prevalente.




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