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Il prezzo dell’oro rimane sotto pressione

  • 18 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

L’oro rimane sotto pressione e riprende una nuova settimana nel segno della continuità in negativo con la chiusura di quella precedente.

Il prezzo si muove vicino ai $ 4.530 subendo la forza del dollaro e dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi, a loro volta sostenuti dal prezzo del petrolio in continuo rialzo.

Peraltro, l’incontro Trump-XI non sembra aver prodotto grandi risultati sul piano pratico, né in ambito commerciale né per la soluzione della crisi mediorientale.

Pertanto, proseguono le tensioni USA-Iran, alimentate sia a livello verbale da ambedue le parti che sul piano pratico con la chiusura dello Stretto di Hormuz, che continuano a far impennare l’inflazione e ad impedire ogni allentamento monetario da parte delle banche centrali. Anzi, al contrario, a questo punto i mercati scommettono su un inasprimento, con un incremento dei tassi di interesse entro fine anno. E l’oro ne soffre, destinato a rimanere sotto pressione nel breve termine.


Analisi tecnica

In questa fase, il momentum è diventato chiaramente ribassista, come mostrato dall'RSI a 38 nel grafico giornaliero, che punta verso la zona di ipervenduto dopo essere sceso sotto il livello neutrale a metà della scorsa settimana.

L’oro potrebbe anche stabilizzarsi, consolidandosi in una fascia di prezzo compresa tra i 4.500 e i 4.600 dollari, ma si tratterebbe di una situazione in bilico. Laddove, se il prezzo dovesse precipitare al di sotto del minimo giornaliero del 4 maggio a di $ 4.500, che rappresenta il supporto immediato, potrebbe puntare direttamente verso il minimo giornaliero del 26 marzo di $ 4.351 dollari, prima di incontrare la SMA a 200 giorni di $ 4.328.

Diversamente, una ripresa rialzista dovrebbe decisamente puntare alla ripresa dei $ 4.600, seguita dalla SMA a 20 giorni a 4.647 e dai $ 4.700. #gold #oro #lingotto

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