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Il prezzo dell’oro scende per il secondo giorno consecutivo

  • 7 lug
  • Tempo di lettura: 1 min

Il prezzo dell’oro, per il secondo giorno consecutivo, è tornato sotto pressione, incalzato dalla crescita dei rendimenti dei titoli di stato statunitensi e dalla stabilità del dollaro.

Pertanto, il metallo prezioso, prima ha impattato contro l’invalicabile muro rappresentato dai 4.200 dollari e poi non è riuscito a reggere neanche la soglia dei $ 4.150.

Peraltro, l’attesa per la pubblicazione di domani dei verbali del FOMC dell’ultima riunione, sta frenando ogni velleità rialzista.

Infatti, sebbene il mercato del lavoro statunitense abbia mostrato pericolosi segni di cedimento con gli NFP della scorsa settimana e con l’indice ADP di oggi, entrambi deludenti e al di sotto delle aspettative, rimangono ancora concrete le possibilità di un rialzo dei tassi da parte della Banca Centrale entro fine anno.

Tale circostanza costituisce ancora un freno per il recupero dell’oro e sostiene la crescita della valuta e dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi, anche alla luce della persistente incertezza su un accordo di pace definitivo tra Stati Uniti e Iran.


Analisi tecnica

Il prezzo dell’oro perde slancio nel grafico giornaliero, dove mantiene una tendenza ribassista, giacché rimane al di sotto delle due SMA a 100 e a 200 giorni.

Anche il momentum è debole, poiché l’RSI rimane sotto la mediana a 44, mostrando un trend ribassista ancora consolidato ma non esplosivo.

Al rialzo, la prima resistenza rimane la soglia dei $ 4.200, prima della SMA a 200 giorni a $4.465.

Mentre, al ribasso, il primo supporto emerge a $ 3.950, la cui rottura potrebbe estendere l'attuale fase correttiva verso i $ 3.900 prima e $ 3.800 poi. #gold #oro #lingotto

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