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Il prezzo dell’oro trae vigore dalla nuova tregua tra USA e Iran

  • 2 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

La nuova tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran iniziata nel fine settimana ha portato ad un netto calo dei prezzi del petrolio, attenuando i timori sulla crescita dell'inflazione e quindi sui rialzi dei tassi d'interesse da parte della Fed e delle altre banche centrali.

In questo contesto, il prezzo dell’oro è tornato a salire, riavvicinandosi ai $ 4.100, dopo averli anche superati in apertura delle contrattazioni odierne.

Tuttavia, la sospensione dei bombardamenti statunitensi contro l'Iran e la conseguente astensione di quest’ultimo dallo sferrare attacchi di rappresaglia contro gli alleati mediorientali statunitensi, visti anche i precedenti, non fornisce alcuna garanzia sull’inizio di un reale percorso che possa portare a far terminare la guerra.

Pertanto, con uno sguardo realistico verso gli eventi geopolitici in divenire , i mercati sono tornati a premiare l’oro a scapito del dollaro e dei titoli di Stato statunitensi.

Inoltre, poiché la settimana riserverà le riunioni della Fed e delle banche centrali giapponese e inglese, nonché la pubblicazione dei dati sull’inflazione statunitense, europea e australiana, che potrebbero influenzare le scelte, presenti e future, in materia di tassi di interesse, permane uno stato di attesa di fondo che potrebbe innescare un’ulteriore volatilità dei mercati.


Analisi tecnica

L’oro rimane tecnicamente ribassista poiché nel grafico giornaliero é ampiamente al di sotto delle medie mobili semplici a 50, 100 e 200 giorni.

Tuttavia , il Momentum è migliorato con l’RSI ancora sotto la mediana, ma che si è portato quasi a 48.

Pertanto, soltanto la definitiva e stabile ripresa dei $ 4.100 potrebbe supportare un miglioramento del trend nel breve termine. Diversamente, il ritorno verso la soglia critica dei $ 4.000 potrebbe aprire la strada verso cali più profondi. #gold #oro #lingotto

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