L’oro chiude la settimana in positivo
- 9 mag
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Il prezzo dell’oro ha chiuso in positivo la giornata di venerdì e anche, dopo due settimane consecutive in negativo, la settimana, con un guadagno dell’1,74%.
Le speranze di pace in Medio Oriente, che hanno frenato la corsa dei prezzi del petrolio, indebolito il dollaro e i rendimenti dei titoli di Stato statunitensi, hanno sostenuto la rinnovata domanda di oro e argento.
L’attenuarsi delle pressioni inflazionistiche riduce le possibilità che le banche centrali possano ritoccare al rialzo i tassi d’interesse, pur se difficilmente potrà esserci un taglio entro fine anno, sostenendo l’oro che non stacca cedole a differenza delle obbligazioni di stato.
Inoltre, anche i dati NFP pubblicati ieri negli Stati Uniti hanno supportato questa possibilità, giacché i nuovi posti di lavoro sono aumentati di 115.000 unità ad aprile, superando le stime di 62.000, ma rimanendo molto al di sotto del dato di marzo di 185.000. E anche il tasso di disoccupazione si è mantenuto al 4,3%, al di sotto della proiezione annua del 4,5% della Fed, con la retribuzione oraria media cresciuta del 3,6%, meno del 3,8% previsto.
Oltre a questo, anche il sentiment dei consumatori statunitensi fotografato dall’Università del Michigan é stato negativo, scendendo al minimo storico a maggio, però con aspettative di inflazione a un anno e a cinque anni in calo.
La prossima settimana, l'attenzione rimarrà puntata sugli sviluppi del conflitto USA-Iran. Mentre, sul fronte dei dati economici, saranno pubblicati l'indice dei prezzi al consumo e l'indice dei prezzi alla produzione statunitensi che, influenzando il dollaro, incideranno sul prezzo dell’oro nel breve termine. #gold #lingotto #oro




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