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L’oro estende una inesorabile discesa

  • 20 mag
  • Tempo di lettura: 1 min

La persistente chiusura dello Stretto di Hormuz, continuando a far salire il prezzo del petrolio, alimenta l’inflazione a livello globale e incrementa le possibilità di una stretta monetaria delle banche centrali globali entro l’anno.

Inoltre, le affermazioni del presidente Trump, che ha minacciato di riprendere gli attacchi contro l'Iran nei prossimi giorni, agitando ulteriormente le acque dei mercati, stanno portando in alto i rendimenti dei titoli di stato statunitensi e rafforzando il dollaro.

I rendimenti del titolo decennale sono arrivati a valori che non si vedevano da oltre un anno, mentre quelli del trentennale addirittura a valori precedenti la grande crisi finanziaria globale del 2008.

In un contesto simile, anche il dollaro si è rafforzato, con l’indice che torna a puntare verso 100. Mentre l’oro subisce una crescente pressione di vendita, con il prezzo che, dopo aver valicato al ribasso i 4.500 dollari, si sta portando verso i 4.450, già minacciati dal minimo odierno di $ 4.456.


Analisi tecnica

La tendenza dell’oro nel breve termine è pesantemente ribassista, come attestato dal prezzo che é sceso al di sotto di tutte le medie mobili nel grafico a quattro ore e dall’RSI a 29, in area di ipervenduto nel medesimo grafico, che attesta una costante pressione di vendita.

Il prezzo è sceso sotto la soglia dei $ 4.500 e sta inscenando una difesa dei $ 4.480 prima di tornare a minacciare i $ 4.450, seguiti più da lontano dal minimo del 24 marzo di $ 4.305.

Al rialzo, la riconquista dei $ 4.500 dovrebbe essere seguita da quella delle medie progressivamente più lunghe, fino alla SMA 50 a $ 4.634. #gold #oro #lingotto

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