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L’oro ha rotto tutti gli argini

  • 7 ore fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Il prezzo dell’oro ha rotto l’importante supporto dei $ 4.400 scendendo fino all’attuale minimo intraday di $ 4.320.

Al momento sta provando a resistere per non precipitare troppo al di sotto di esso, giacché una netta rottura, a $ 4.402 c’è anche il minimo dello scorso 2 febbraio, potrebbe dare l’avvio a perdite molto più profonde.

I timori di inflazione derivanti dal conflitto in corso in Medio Oriente che ha spinto al rialzo i prezzi dell'energia, non solo stanno riducendo le aspettative di tagli dei tassi di interesse statunitensi e mondiali, ma stanno addirittura innescando il rischio di possibili rialzi dei tassi stessi.

In questo contesto sta continuando a crescere il dollaro e soprattutto il rendimento dei titoli di Stato statunitensi che penalizza fortemente il prezzo dell’oro, giacché quest’ultimo è un asset che non offre cedole.

Tuttavia, rimane a supportare l’oro la forte domanda fisica delle banche centrali, degli ETF e degli emittenti di stable coins che potrebbe arginare il prezzo in una potenziale fase di caduta libera che sembra essersi attualmente innescata.


Analisi tecnica

Da un punto di vista tecnico, l’oro appare sull’orlo di un precipizio, giacché, se non riesce a difendere la soglia dei $ 4.400, potrebbe crollare fino a testare la SMA a 200 giorni a $ 4.071 nel grafico giornaliero, con l’RSI nel medesimo grafico che è diventato ipervenduto a 27,125.

Nei grafici orari più brevi, l’RSI risulta estremamente ipervenduto, attingendo valori sotto i 20, con un momentum che è diventato estremamente ribassista.

A questo punto, il minimo del 2 febbraio a $ 4.402, da supporto, diventa la resistenza immediata, seguita dai $ 4.500. #gold #oro #lingotto

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