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L’oro minaccia quota 4.100 dollari

  • 10 giu
  • Tempo di lettura: 1 min

Prosegue la discesa dell’oro che si avvicina pericolosamente a quota 4.100 dollari.

Al momento, il minimo intraday è stato di $ 4.105, innescatosi dopo che i dati CPI statunitensi hanno confermato le previsioni degli analisti e, di fatto, non hanno modificato le aspettative del mercato di un possibile rialzo dei tassi della Fed entro fine anno.

L’indice CPI è aumentato a maggio del 4,2% su base annua, il livello più alto da aprile 2023. Mentre il dato core è salito al 2,9%, anche se su base mensile è sceso allo 0,2% dallo 0,4%.

L'inflazione è iniziata a crescere con l’inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran a causa del forte aumento dei prezzi del petrolio, allontanandosi dal 2% che è il valore obiettivo della Fed e di tutte le altre banche centrali. Inoltre, l’affievolirsi delle speranze di un accordo di pace a breve termine tra Stati Uniti e Iran non fa altro che danneggiare ulteriormente l’oro, compresso dai rendimenti dei titoli di stato statunitensi in costante crescita.


Analisi tecnica

L’oro rimane sotto una forte pressione di vendita, come attestato dall’RSI nel grafico giornaliero a 24.

Il valore è fortemente ipervenduto, ma ancora non c’è l’evidenza di un consolidamento, quanto piuttosto un rafforzamento del trend ribassista poiché le condizioni a più breve termine sono ancora tese.

A questo punto, il primo supporto è fornito dal minimo di marzo a 4.098 dollari, seguito dalla cifra tonda dei 4.000 dollari.

L’inversione rialzista parte con la riconquista della media mobile Hull a $ 4.197, seguita da quella di tutte le SMA via via più lunghe nel grafico giornaliero. #gold #oro #lingotto

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