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L’oro perde il supporto critico dei 4.000 dollari

  • 16 lug
  • Tempo di lettura: 1 min

L’oro è crollato a $ 3.980 a causa della guerra in atto tra USA e Iran che sta facendo aumentare i prezzi del petrolio, riaccendendo le pressioni inflazionistiche.

Questo stato di cose riaccende la possibilità di un rialzo dei tassi di interesse da parte delle principali banche centrali e della Fed nel breve termine e danneggia inevitabilmente l’oro ridando forza al dollaro e ai rendimenti dei titoli di stato statunitensi.

Inoltre, anche i dati statunitensi pubblicati oggi non hanno giovato all’oro poiché hanno mostrato un’economia resiliente, grazie alla tenuta delle vendite al dettaglio e del mercato del lavoro.

Le vendite al dettaglio di giugno sono aumentate dello 0,2% su base mensile in linea con le aspettative e anche l'indice delle vendite al dettaglio é risultato in linea con le aspettative, pari allo 0,5%.

Mentre le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono scese a 208.000 dalle 216.000 di maggio, al di sotto delle previsioni di 217.000.


Analisi tecnica

L’oro é ritornato in una fase di forte pressione ribassista, con l’RSI nel grafico giornaliero a 37 e con il prezzo spot molto al di sotto delle SMA a 200, 50 e 100 giorni.

Anche il MACD é pesantemente in territorio negativo, peggiorando la situazione complessiva.

La discesa al di sotto dei 4.000 dollari apre la strada a un calo verso il successivo supporto dei 3.900 dollari, seguito dai 3.800 dollari.

L’inversione rialzista dovrebbe ripercorrere all’indietro tutti gli step precedentemente perduti, riconquistando infine la SMA a 200 giorni a 4.476 dollari che rappresenta lo spartiacque tra una fase ribassista ed una rialzista. #gold #oro #lingotto

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