L’oro ripiomba sotto i $ 5.100
- 5 mar
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L'oro è sceso nuovamente ai minimi degli ultimi due giorni al di sotto dei $ 5.100.
Sebbene i mercati finanziari continuino a rimanere avversi al rischio a causa dell'aggravarsi del conflitto che si sta allargando a macchia d’olio a tutto il Medio Oriente, la persistente forza del dollaro sta frenando ogni velleità di crescita dell’oro.
Le minori scommesse su futuri interventi di allentamento monetario della Fed stanno aiutando il dollaro a ritornare verso l’alto e costituiscono un importante freno per l’oro.
Peraltro, i dati pubblicati oggi negli Stati Uniti giustificano ulteriormente una pausa prolungata della Banca Centrale prima di intervenire con un nuovo taglio dei tassi interesse.
Infatti, sia i dati sul mercato del lavoro, con il Challenger dei licenziamenti molto migliorato rispetto al precedente, i sussidi di disoccupazione in linea con i precedenti e meglio delle attese, che quelli sulla produttività migliori delle attese e quelli sull’inflazione, espressi attraverso il costo unitario del lavoro, che mostrano tensioni in aumento, giustificano un atteggiamento prudente della Fed.
Il contesto inflazionistico che si sta delineando sta supportando maggiormente il dollaro piuttosto che l’oro che, pertanto, si muove in maniera instabile tra parziali riprese e contestuali ricadute.
Analisi tecnica
Il prezzo dell'oro si sta consolidando tra 5.000 e 5.100 dollari, ma con un momentum che sta diventando negativo, come mostrato dall'RSI che si sta appiattendo sulla linea mediana.
Pertanto, incombe il rischio che il prezzo dell’oro possa scendere al di sotto della soglia dei $ 5.000. La cui rottura aprirebbe la strada al supporto chiave offerto dai $ 4.950, seguito dal minimo del 17 febbraio a $ 4.841.




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