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L’oro ritrova lo slancio per riprendersi quota 5.000 dollari

  • 19 feb
  • Tempo di lettura: 1 min

Ieri, dopo la pubblicazione dei verbali del FOMC apparsi aggressivi, la forte spinta rialzista che aveva portato il prezzo dell’oro oltre i $ 5.000 si era progressivamente ridotta portando alla chiusura giornaliera di $ 4.960.

Oggi, una nuova verve, alimentata dalle immutate possibilità di tre tagli dei tassi della Fed durante l’anno e dalle tensioni geopolitiche riemerse durante i negoziati tra Ucraina e Russia, dove permangono disaccordi sostanziali sullo status dei territori dell'Ucraina occupati dalle forze russe, e da alcune indiscrezioni secondo cui gli Stati Uniti potrebbero attaccare l'Iran già questo fine settimana, sta fungendo da driver positivo per l’oro nella sua veste di bene rifugio, spingendo i prezzi nuovamente a ridosso dei $ 5.000.


Analisi tecnica

Nel grafico a un’ora, l’RSI è salito a 64,659, esprimendo condizioni favorevoli per un ulteriore step di crescita. Inoltre, il superamento della SMA a 100 ore a $ 4.958,88, avvenuto nella giornata di ieri, che è risultato poi un valido supporto durante questa notte, rappresenta un crossover rialzista, rafforzando il follow-through al rialzo.

Pertanto, la rottura netta al di sopra dei $ 5.000 potrebbe riportare il prezzo dell’oro verso i $ 5.100, riproponendo la precedente struttura rialzista interrottasi malamente a fine gennaio.

Diversamente, una chiusura al di sotto della sopracitata SMA esporrebbe l’oro al rischio di un pullback più profondo. #gold #oro #lingotto

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