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L’oro schizza fin quasi a $ 5.400

  • 2 mar
  • Tempo di lettura: 1 min

Stamattina, dopo che Stati Uniti e Israele hanno lanciato sabato scorso un attacco militare coordinato contro l'Iran uccidendo la Guida Suprema Ali Khamenei, l’oro è schizzato fin quasi a $ 5.400 ma, con l'attenuarsi della volatilità iniziale e le inevitabili prese di profitto, il prezzo sembra essersi stabilizzato vicino a $ 5.350, il suo livello più alto da fine gennaio.

I nuovi sviluppi geopolitici, che impattano in modo significativo sul sentiment di rischio globale, stanno infiammando la domanda di oro nella sua veste di bene rifugio.

Inoltre, anche il petrolio e il gas naturale sono schizzati dopo che la Marina iraniana ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, da cui transitano il 20-25% delle due materie prime, aumentando il rischio di una guerra prolungata in Medio Oriente.


Analisi tecnica

Dopo la precedente rottura della barriera orizzontale dei $ 5.100 e quella della scorsa settimana dei $ 5.200, l’oro ha parzialmente recuperato quanto aveva perduto durante la profondissima correzione di fine gennaio, riattivando il precedente trend rialzista attraverso un momentum ritornato ampiamente positivo, come attestato dall’RSI a 76,287 nel grafico a quattro ore, finito addirittura in territorio di ipercomprato, che mostra una forte pressione al rialzo.

Il supporto iniziale è fornito dalla precedente chiusura di venerdì vicino a $ 5.280, seguito dalla barriera orizzontale dei $ 5.200. Mentre, la resistenza immediata si localizza a $ 5.400. #gold #oro #lingotto

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