L’oro si muove sulla scia delle notizie in arrivo dal Medio Oriente
- 29 giu
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Gli scontri armati tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz hanno spinto al rialzo il prezzo del petrolio, alimentando i timori di inflazione e le aspettative che la Fed e le altre banche centrali manterranno una politica monetaria restrittiva per lungo tempo.
Cosicché, il prezzo dell’oro, pur rimbalzando da un minimo giornaliero di $ 4.048, rimane in calo poco al di sopra dei $ 4.050.
Le notizie provenienti dal Medio Oriente, che mettono continuamente a rischio la stabilità della regione, determinano il sentiment che guida gli investitori e influisce direttamente sulle quotazioni del metallo prezioso.
Pertanto, ogni notizia in arrivo dall’area di guerra incide direttamente sull’oro e agli scontri militari di questo fine settimana dovrebbero far seguito i colloqui di pace a Doha che attenuerebbero le ansie geopolitiche che hanno destabilizzato i mercati, ridando probabilmente fiato all’oro.
Accanto alle notizie di guerra, giovedì di questa settimana ci saranno anche i dati NFP statunitensi che potrebbero fornire ulteriori indicazioni sulla prossima traiettoria dei tassi di interesse della Fed, incidendo direttamente nel breve termine sull’andamento del dollaro e dell’oro.
Analisi tecnica
L’oro mantiene un tono ribassista nel breve termine, con i prezzi che potrebbero dirigersi verso il supporto inferiore della banda di Bollinger, vicino a $4.043,85.
Anche l'RSI sul grafico giornaliero si mantiene a 35 mostrando una persistente pressione al ribasso, con l’Average Directional Index in rialzo a 39 che indica che il trend ribassista rimane prevalente.
La citata banda inferiore di Bollinger funge da primo livello di supporto significativo, prima di quello psicologico e strutturale dei $ 4.000.




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