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L’oro torna a superare i $ 5.000

  • 9 feb
  • Tempo di lettura: 1 min

L’oro estende la sua fase di ripresa iniziata lo scorso venerdì e si riporta sopra i $ 5.000 grazie alla prolungata debolezza del dollaro innescata dalle aspettative di nuovi tagli della Fed nel 2026.

Inoltre, anche le minacce all’indipendenza della Banca Centrale statunitense generano preoccupazioni che i mercati recepiscono come fuga verso i beni rifugio, il cui appeal, tuttavia, sta perdendo il supporto delle tensioni in medio oriente.

Infatti, i colloqui tra Stati Uniti e Iran sul futuro del programma nucleare di quest'ultimo venerdì hanno imboccato la strada di un potenziale accordo per mantenere un percorso diplomatico aperto, allontanando la possibilità di un attacco militare USA.

Tuttavia, i prolungati acquisti di oro fisico delle banche centrali e della Cina in particolare che, seppur riducendone la portata a gennaio, ha esteso i suoi acquisti al quindicesimo mese consecutivo, forniscono una valida spinta al percorso rialzista dell’oro nel medio-lungo termine.


Analisi tecnica

Nel grafico a un’ora la SMA a 200 periodi é stata superata dal prezzo spot, generando un importante segnale rialzista nel breve termine e un netto superamento di quest’ultima potrebbe rappresentare un nuovo innesco verso l’alto. E anche l’RSI nello stesso grafico si è portato a 66 indicando una propensione rialzista.

Nel caso in cui il prezzo dell’oro dovesse ritornare sotto la citata SMA, il primo supporto sarebbe offerto dai $ 4.950, seguito dai $ 4.900. #gold #oro #lingotto

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