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L’oro torna sopra i $ 5.000 grazie ai buoni dati CPI statunitensi

  • 13 feb
  • Tempo di lettura: 1 min

Il prezzo dell’oro è riuscito a risalire la china tornando sopra i $ 5.000 grazie ai buoni dati CPI statunitensi pubblicati oggi, che consentono al metallo prezioso di segnare anche una progressione settimanale di quasi l’1%.

L'inflazione statunitense misurata dall'indice dei prezzi al consumo di gennaio è risultata inferiore alle attese, poiché è aumentata dello 0,2% su base mensile, al di sotto delle aspettative e in calo rispetto all'aumento dello 0,3% di dicembre. Inoltre, su base annua, ha rallentato al 2,4% dal precedente 2,7%, al di sotto delle previsioni del 2,5%.

L'indice core è aumentato dello 0,3% su base mensile, in linea con le aspettative, ma in rialzo rispetto allo 0,2% precedente, ma su base annua è sceso al 2,5% dal 2,6%, in linea con le attese.

I buoni dati consentono di ritenere che la Fed ridurrà i tassi di interesse per almeno due volte durante l’anno, con un terzo taglio stimato al 50% delle possibilità.

Tali aspettative hanno messo oggi le ali all’oro. Sebbene l'elevata volatilità nel settore dei metalli preziosi impedisca agli investitori anche più ottimisti di sbilanciarsi in avanti più del necessario dopo la recente correzione del prezzo dell'oro dal massimo storico vicino a $ 5.600 fino ad un minimo di $ 4.402.

La prossima settimana rimane quindi ancora un’incognita, con l’oro e l’argento che ancora non riescono a trovare un posizionamento stabile, prede di possibili prese di beneficio e di acquisti sui ribassi quando il prezzo diventa più allettante, con il risultato finale di possibili shock giornalieri o infragiornalieri dei prezzi verso l’alto o verso il basso. #gold #oro #lingotto

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