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L’oro torna vulnerabile sotto i 4.050 dollari

  • 15 lug
  • Tempo di lettura: 1 min

L’effetto positivo dell’inflazione statunitense che si è ridotta a giugno sta esaurendosi e il prezzo dell’oro, dopo il picco di ieri di $ 4.103 e la successiva discesa verso quota $ 4.050, questa mattina sta lentamente ripiegando sotto tale soglia.

Infatti, sebbene i mercati abbiano ridotto drasticamente le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Fed nelle riunioni di luglio e settembre, i reiterati attacchi dell’esercito statunitense contro l'Iran, per ridurre le capacità di quest’ultimo di attaccare il traffico marittimo commerciale nello Stretto di Hormuz, stanno incrementando i rischi di crescita dell’inflazione legati al prezzo del petrolio. Con il risultato che le banche centrali e la Fed potrebbero essere indotte a mantenere i tassi di interesse elevati per un periodo più lungo, pesando l'oro.


Analisi tecnica

Il contesto complessivo dell’oro non ha mai smesso di essere ribassista poiché tutte le SMA nel grafico giornaliero sono al di sopra dell’attuale prezzo spot, attestando la tendenza negativa.

Inoltre, anche gli indicatori di momentum stanno peggio, confermando il trend, con il livello MACD ampiamente negativo e l’RSI a 40, ben sotto la mediana.

La resistenza immediata é rappresentata dalla soglia dei $ 4.100, mentre il primo supporto è sempre quello dei $ 4.000, la cui rottura potrebbe innescare cali più profondi. #gold #oro #lingotto

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