L’oro è affondato verso la soglia critica dei 4.000 dollari
- 14 lug
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L'escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e le prospettive di un rialzo dei tassi da parte della Fed, ieri hanno progressivamente spinto l’oro verso i 4.000 dollari.
Oggi, durante le prime contrattazioni asiatiche, dopo aver toccato un minimo intraday di $ 3.983, il metallo prezioso é modestamente rimbalzato poco sopra la soglia critica dei $ 4.000 grazie alla frenata del dollaro, poiché l’attesa per la pubblicazione dei CPI statunitensi sta frenando i mercati, che preferiscono attendere i dati prima di imboccare una strada netta in un senso o nell’altro.
Tuttavia, permane una notevole pressione sull’oro indotta dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e dallo stato di guerra tra Stati Uniti e Iran che hanno spinto i prezzi del petrolio ai massimi da quasi un mese, riaccendendo i timori di inflazione e alimentando le possibilità di un rialzo dei tassi di interesse ad opera delle principali banche centrali mondiali e della Fed.
Tale ultima possibilità potrebbe essere avvalorata dalla prima relazione semestrale di politica monetaria che sarà tenuta domani dal neo presidente della Fed, Kevin Warsh, di fronte alla Commissione per i servizi finanziari della Camera dei Rappresentanti.
L’evento sarà altamente attenzionato dai mercati perché potrebbe influenzare in maniera decisiva le previsioni sui rialzi dei tassi negli Stati Uniti.
Analisi tecnica
Il prezzo dell’oro rimane ampiamente al di sotto della SMA a 200 giorni nel grafico giornaliero, alimentando il tono ribassista generale che rende l’oro vulnerabile verso un ulteriore ribasso che potrebbe estendersi fino al minimo annuale di $ 3.943, toccato il 30 giugno. Anche alla luce di un MACD negativo e di un RSI a 38 che rafforzano l'ipotesi di fragilità del metallo prezioso.




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