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L’oro corre verso i $ 5.600, ma non salva la performance settimanale

  • 3 ore fa
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Venerdì il prezzo dell’oro ha esteso con forza il rimbalzo del giorno precedente passando da un minimo di 4.489 a un massimo di 4.595 dollari.

Tuttavia, questo non è bastato a recuperare l’andamento negativo settimanale che è rimasto di pochissimo negativo, poiché, dopo il forte spunto rialzista, sono intervenute prese di beneficio che hanno riportato il prezzo in chiusura sotto $ 4.540.

Il merito delle performances dell’oro è stato chiaramente dovuto alle notizie che Iran e Stati Uniti sarebbero vicini alla firma di un accordo per estendere il cessate il fuoco di 60 giorni al fine di consentire un prolungamento dei negoziati sul programma nucleare iraniano, portando anche ad una possibile riapertura dello stretto di Hormuz.

In questo contesto, si sono attenuati i timori legati alla crescita dell’inflazione poiché il prezzo del petrolio ha subito iniziato a scendere, alleggerendo le pressioni sulle banche centrali che stavano valutando un inasprimento delle loro politiche monetarie a causa dell'impennata dei prezzi energetici e sostenendo la ripresa dell’oro.

Va tuttavia detto che la finalizzazione degli accordi di pace tra USA e Iran rimane nelle mani del presidente Trump che dovrà riunirsi nella Situation Room per prendere una decisione definitiva. Questo getta un’ombra di incertezza che mantiene i mercati sulla corda dopo tutti i passi avanti e indietro visti in precedenza, spiegando e giustificando le prese di beneficio sull’oro che hanno fatto seguito al massimo giornaliero.

Inoltre, anche i dati statunitensi di ieri hanno mostrato un quadro ambiguo che non getta luce sul futuro indirizzo monetario della Fed, giacché, ai valori del PIL del primo trimestre all'1,6%, in calo rispetto alla stima iniziale del 2%, ha fatto da contraltare l'indice PMI di Chicago, salito a maggio a 62,7 dopo il 49,2 del mese precedente, che ha superato ampiamente le previsioni di 50,5, mostrando una forte ripresa del settore manifatturiero.

In definitiva, i mercati rimangono guardinghi e rimangono in attesa di più concreti segnali prima di indirizzarsi in maniera netta verso una posizione di crescita dell’oro, che farebbe il paio con un allentamento della forza del dollaro e dei rendimenti dei titoli di stato statunitensi. #gold #oro #lingotto

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