L’oro crolla verso 4.350 dollari
- 2 giorni fa
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Il rinnovato rischio di un'escalation di guerra tra Stati Uniti e Iran, dopo le rassicuranti notizie di ieri, rivelatesi poi infondate, di imminenti accordi di pace, sta rafforzando lo status di valuta di riserva del dollaro e premiando i rendimenti dei titoli di Stato statunitensi, facendo collassare i prezzi dell’oro che si stanno avvicinando a $ 4.350.
Inoltre, le aspettative che le banche centrali globali adottino una politica monetaria restrittiva per contrastare l'inflazione in costante crescita, a causa del prezzo del petrolio in rialzo, si stanno rivelando un ulteriore fattore capitale che sta spingendo l’oro lungo il precipizio.
In questo contesto, diventeranno importanti anche i dati statunitensi odierni relativi al rapporto preliminare sul PIL del primo trimestre e all'indice dei prezzi delle spese per consumi personali statunitensi. Tali dati svolgeranno un ruolo chiave nell'influenzare le aspettative sulla traiettoria dei tassi di interesse della banca centrale statunitense, influenzando l’andamento odierno del dollaro e quindi dell’oro.
Analisi tecnica
L’indice di forza relativa è sceso quasi in territorio di ipervenduto, a 32 nel grafico giornaliero, mentre é già ampiamente ipervenduto in tutti i grafici temporali più brevi.
Pertanto, la possibilità che l’oro possa andare incontro a perdite più importanti é molto concreto.
Il supporto immediato è a $ 4.350, la cui rottura potrebbe esporre il prezzo dell’oro al minimo del 23 marzo di $ 4.098, seguito dalla soglia psicologica dei $ 4.000.




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