L’oro si aggrappa a quota 4.450 dollari
- 3 giu
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I timori di un'escalation delle ostilità tra Stati Uniti e Iran, scatenati dagli odierni scontri a fuoco presso lo stretto di Hormuz, hanno spinto al rialzo i prezzi del petrolio, facendo salire anche il dollaro, e di conseguenza hanno pesato sull’oro che viaggia sotto i $ 4.450.
Dopo gli scontri odierni, lo stallo nei colloqui di pace sta sollevando preoccupazioni su possibili interruzioni delle forniture di petrolio che minacciano di innescare un nuovo incremento dell’inflazione globale, costringendo le banche centrali ad aumentare i tassi di interesse.
Inoltre, anche i dati statunitensi pubblicati oggi relativi all'indice ADP sull'occupazione di maggio, risultati in aumento rispetto alle previsioni, mostrano un mercato del lavoro resiliente. Così come risulta in salute l'indice ISM dei servizi di maggio, in crescita rispetto al mese precedente.
Pertanto, la situazione dell’economia statunitense appare tale da non giustificare un intervento di allentamento monetario della Fed, col rischio, piuttosto, che entro fine anno se ne concretizzi uno restrittivo.
Analisi tecnica
L'oro ha esteso il suo trend ribassista raggiungendo un minimo intraday di $ 4.426.
Il momentum è peggiorato con l’indice di forza relativa che è sceso a 38 nel grafico giornaliero, puntando ulteriormente verso il basso.
La rottura al ribasso del minimo odierno, che coincide anche all’incirca con la media Hull a $ 4.531, potrebbe aprire la strada verso ulteriori perdite che si estenderebbero fino alla soglia dei $ 4.400. Al di sotto della quale emergerebbe il minimo giornaliero del 23 marzo di $ 4.098, che coincide anche con il minimo annuale.




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