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L’oro è precipitato vicino ai 4.550 dollari

  • 15 mag
  • Tempo di lettura: 1 min

L’oro è precipitato vicino ai $ 4.550, prossimo ad una chiusura settimanale negativa di oltre il 2,5%, spinto dalla crescita del dollaro, ai massimi dall’otto aprile, e dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi, che hanno raggiunto il livello più alto in un anno.

Entrambi hanno tratto sostegno dal costante aumento dei prezzi dell'energia che hanno innescato un processo di inflazione a livello globale destinato ad incrementare le possibilità di aumento dei tassi di interesse da parte delle banche centrali entro fine anno.

Tale possibilità è apparsa ancora più evidente per la Fed dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione statunitense rilasciati in settimana.

Cosicché, le scommesse di mercato che la Fed possa aumentare i tassi di interesse nella riunione di dicembre sono cresciute fino al 45%.

Peraltro, con i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran in una fase di stallo e senza un’apparente soluzione a breve termine, non si intravedono segnali di normalizzazione dei prezzi del petrolio che possano far pensare ad una virata accomodante delle banche centrali.

Pertanto, in un contesto di tassi d'interesse più elevati si riduce l'attrattiva per l'oro che, pur nella sua veste di bene rifugio, non offre cedole e soffre la forza delle obbligazioni di stato. #gold #oro #lingotto

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